Come stai?

Qualche minuto fa bevevo il mio caffè e riflettevo a voce alta. Chissà quando finirà questa esperienza. Chissà quando potremo andare a fare una passeggiata senza badare alla “prossimità” dell’abitazione? Chissà quando riabbraccerò mia madre e guarderò il mare a sfinimento?

Ci penso io, ma ci pensiamo un pò tutti.

Quando?

Il microonde silenziosamente, ma con tono un pò stizzito mi ha parlato.

“Gemma, fai l’unica cosa intelligente che puoi fare. Sfrutta l’opportunità di spazio mentale che hai, basta pensare a quanto ti manca il passato. Oggi, hai un altra forma di libertà: riconsiderare il presente e mettere basi migliori per il futuro, pronta per quando si ripartirà.

Ti vedo, ti fai queste domande da 4 settimane e, fidati di chi ogni giorno ti prepara la colazione, accetta il consiglio, oggi non ci sono risposte, non esiste un quando, esiste un ora.”

Ha ragione, la risposta è che non c’è una risposta.

Esiste un ora.

Quello che conta ora davvero è come affrontiamo questo cambiamento imposto dal signorotto virus: quello che porteremo a casa da questo periodo. Come esseri umani singoli e come comunità.

Ora è basilare il nostro atteggiamento: come decidiamo di affrontare le giornate.

Quello che voglio dirvi è che, sebbene Bill Gates avesse profetizzato, un po’ sfigando forse, l’arrivo di un virus che avrebbe messo in ginocchio i nostri sistemi socioeconomici, non sapevamo il quando.

E’ davanti a questo, possiamo scegliere, ancora una volta, di vivere Ora.

Vivere con paura e ansia nel futuro, serve?

“A nulla Gemma. Siamo tutti davanti ad una situazione che non potevano prevedere e non possiamo controllare. Siamo impotenti, ma nella nostra frustrazione abbiamo La risorsa: La Scelta del Come.”

Un Come, che deve essere colmo di consapevolezza, penso.

Trovare tutte quelle piccole cose positive che sono presenti nelle nostre vite ogni giorno, a volte nascoste tra la meraviglia e l’entusiasmo. Inforcare gli occhiali dell’ottimismo e soprattutto aprire gli occhi.

Questo signorotto ci ha fatto ripiombare nell’inverno, sebbene fossimo vicini alla primavera, ma per quanto la stagione fredda potrà allungarsi, prima o poi sentiremo il calore della bella.

“E già, sebbene affacciati al balcone possiamo già vederla.”

Mi ha sussurrato la lavatrice.

E così, mi metto davanti al pc a scrivere; raccontare di come un signorotto in un tranquillo giorno di marzo, mi ha detto che era arrivato il tempo di un nuovo modo di vedere le cose e cambiare la montatura degli occhiali.

E cosi, ti chiedo:

Tu come scegli di vivere questo cambiamento?

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