Errore

Il miglior insegnante è il mio ultimo errore.

Ed è cosi.

Chissà perché in tanti, ma è capitato anche a me, tendono a nascondere gli errori, a fare in modo che nessuno se ne accorga e poi ci troviamo a passeggiare in ufficio facendo finta di nulla cogliendo le margherite dietro i quadri.

Ne parlavo stamattina con la lavatrice e lei tra l’altro ha detto un’altra frase che dovrebbe essere indirizzata alla santificazione:

Soltanto chi non lavora non sbaglia.

E sì, ha ragione lei, l’errore fa parte della vita soprattutto professionale dove passiamo tante ore ed è statisticamente impossibile un error code pari a zero.

Non fate i furbi!

Dovremmo, e mi riferisco al lavoro principalmente, imparare ad ammettere quando sbagliamo.

Trarre il lato positivo, saper coltivare l’essenza positiva del riconoscerli.

Prima di tutto perché è una presa di coscienza di responsabilità del nostro operato nei confronti di un progetto o della comunità di cui facciamo parte.

Ammettere di aver commesso un errore permette agli altri di stare attenti davanti a situazioni similari.

Dal direttore megagalattico fino all’ultimo dei Fantozzi, ci rende tutti più umani.

Si può sbagliare e non c’è nulla di grave. Bene o male, sono poche le cose irrimediabili. E se riusciamo per tempo ad identificarle avremmo anche la possibilità di raddrizzarle per il futuro.

Basta con la vergogna e con l’imbarazzo di ammettere di aver commesso un errore.

Impariamo a diffondere la maturità e l’onestà intellettuale.

Per noi stessi, per le nostre vite, ma soprattutto per avere un ambiente lavorativo migliore, in cui passiamo cosi tanta parte delle nostre vite.

In ultimo una confidenza extra lavorativa!

Sbaglio spesso il candeggio e ho cambiato diverse volte il colore a mutande e calze: da bianche a rosa. Ve lo racconto perchè cosi potete evitare di commettere lo stesso errore.

La lavatrice lo sà.

E per un ambiente lavorativo e una vita migliore vi consiglio di leggere Grazie.

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